La regina Viarum, patrimonio dell'umanità
Di Marianna Vigorito e Daniela Musmeci
La Via Appia, Regina Viarum come fu celebrata dal poeta latino Stazio, rappresenta il modello del complesso sistema viario 🛣️ realizzato dai Romani per raggiungere tutti gli angoli del loro vasto impero.
Il suo nome è legato al censore Appio Claudio Cieco, che nel 312 a.C. diede avvio alla costruzione della prima via censoria a carattere militare. La strada è stata, inoltre, la prima via publica, cioè percorribile gratuitamente da tutti i cittadini, perché realizzata su terreni espropriati dallo Stato romano e annessi all’ager publicus. Progettata per collegare velocemente Roma a Capua nell’ambito della politica espansionistica romana, fu gradualmente prolungata fino a Benevento, dopo la deduzione della colonia latina nel 268 a.C. e poi fino a Brindisi nel 244 a.C. Con un tracciato di 365 miglia (circa 540 km) divenne la grande autostrada militare da Roma al mare Adriatico e la via più rapida per salpare verso la Grecia e l’Oriente.
L’imperatore Traiano, nel 109 d.C., nel programma di grandi opere attuate dopo la campagna dacica, eseguì una variante che da Benevento raggiungeva Brindisi con un percorso più agevole e più breve, prendendo il nome di Appia Traiana.
La realizzazione della strada richiese interventi tecnici e ingegneristici enormi, in grado di trasformare e plasmare profondamente i paesaggi antichi, con la costruzione di rettifili, percorsi rialzati, tagliate, viadotti, ponti, nuove città, insediamenti rurali, stazioni di posta. L’Appia in parte riutilizzava e rifunzionalizzava precedenti percorsi, attraversando sia importanti centri, che siti minori o stazioni di posta, per il cambio dei cavalli (mutationes) o di alloggio, riposo e rifornimento (mansiones).
Costruita, quindi, per scopi militari e di controllo, si è arricchita nel tempo di valenze politiche, propagandistiche, amministrative, tecniche, commerciali, sociali e culturali. Queste sue caratteristiche, insieme ai molteplici manufatti che si trovano lungo il suo percorso (insediamenti, ponti, monumenti funebri, luoghi di culto, porti, centuriazioni e così via), rendono la via Appia uno dei monumenti più rappresentativi non solo della civiltà romana, ma anche espressione tangibile della nostra storia e delle nostre tradizioni, grazie all’uso ininterrotto della via nel corso dei secoli. La sua rilevanza è stata riconosciuta anche dall’UNESCO 🏛️, nominando il sito della “Via Appia. Regina Viarum” Patrimonio dell’Umanità 🌍 il 27 luglio 2024, durante la 46a sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale a New Delhi in India, riconoscendo quindi il suo Eccezionale Valore Universale.
🚶♀️Ancora oggi, percorrendone alcuni tratti, si percepisce la sua importanza, testimone della grande storia, ma anche della vita quotidiana, come vedremo nelle prossime tappe di questo viaggio alla scoperta del progetto CROMO lungo la via Appia, 🎒 andando a spasso per Benevento e alla scoperta dei segreti nascosti tra le vie della città e la sua campagna.
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